Passato, Presente, Futuro
Le Origini:
a Padova, negli anni '30, la maggior parte delle aziende di trasporto era insediata lungo la circonvallazione cittadina. Negli anni '60 esse risultavano ormai inglobate nel centro cittadino, creando gravi ripercussioni sul traffico e disturbo per i nuclei residenziali che si erano andati ad espandere in quelle aree.
Le esigenze dunque, sia di una razionalizzazione urbanistica, sia di risolvere i problemi creati dal traffico di mezzi pesanti nel centro cittadino, sono stati i primi fattori che hanno contribuito ad iniziare la realizzazione di una struttura interportuale. Proprio alla fine degli anni '60, anche a livello nazionale, si sentiva ormai la necessità di ristrutturare il sistema trasportistico italiano, nonostante allora il 20% circa delle merci fosse trasportato via ferro.
Il neologismo "Interporto" fu coniato proprio a Padova, nel 1970, durante un convegno tenutosi in occasione del Tramag, presso la Fiera di Padova. Esso fu formulato dal Direttore Commerciale delle Ferrovie dello Stato dell’epoca, Mauro Ferretti assieme al prof. Mario Volpato, allora Presidente della locale Camera di Commercio. Il prof. Volpato deve ritenersi ideatore dell'Interporto di Padova di cui fu Presidente dalla costituzione al 1982.
La sensibilità degli amministratori di Padova, consapevoli che il problema del trasporto merci sarebbe stato uno dei problemi più pressanti dei decenni successivi, fece sì che il 6 giugno 1973 venisse costituita da Comune, Provincia, Camera di Commercio e Ferrovie dello Stato una società denominata Interporto Merci Padova S.p.A. avente per scopo la realizzazione di un Interporto nella Zona Industriale di Padova. Essa fu, in assoluto, la prima società costituita con la denominazione "Interporto".
A Padova, fin dal 1958, esisteva una zona industriale con un comprensorio di 11 milioni di mq, nel cui ambito, nel 1973, erano insediate 300 aziende industriali e commerciali con 12.000 addetti. A livello di viabilità, la zona industriale era quanto di meglio si potesse trovare in Padova, poiché era attraversata dalla tangenziale est e, nel suo ambito vi erano ben due caselli autostradali: il casello di Padova Est sulla A4 Serenissima e il casello di Padova Zona Industriale sulla Padova Bologna. Inoltre, la Zona Industriale era già collegata alla Stazione Ferroviaria Centrale attraverso un proprio raccordo indipendente.
Tutte queste ragioni fecero sì che la scelta della Zona Industriale risultasse la più naturale per la localizzazione di un interporto.
Costituita il 6 giugno 1973 dai 4 Soci Fondatori Comune, Provincia, Camera di Commercio di Padova e Ferrovie dello Stato, la Società ha ora un Capitale Sociale pari a 21.000.000 di Euro ed è amministrata da un Consiglio di Amministrazione nominato in base a quanto previsto dallo Statuto societario e dalle norme vigenti.
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Il Presente:
oggi, l’Interporto di Padova, grazie agli interventi continuativi di ricerca e sviluppo, consente ad Aziende di piccola o grande dimensione, di usufruire di una porta di accesso “strategica” e “funzionale” per accedere ai più importanti mercati internazionali, siano questi i paesi dell’Unione Europea o altri Continenti.
L’Interporto di Padova è un vero e proprio “centro evoluto” di raccolta e distribuzione della merce, un insostituibile servizio reso al sistema produttivo del Nord-Est.
Da sottolineare inoltre il contributo fornito dalla struttura interportuale alla soluzione del problema della congestione delle strade e dell’inquinamento. Solo convertendo le tratte medio-lunghe verso la ferrovia si potrà infatti bilanciare lo squilibrio esistente fra il trasporto stradale e tutte le altre modalità. Nel corso del 2006, si valuta che l’infrastruttura interportuale padovana abbia "eliminato" dalle strade, sulla media-lunga tratta, oltre 330.000 mezzi stradali pesanti.
Tali attività, si sono rese possibili solo progettando, strutturando ed organizzando una superficie di quasi 2 milioni di metri quadrati, suddivisa secondo criteri di razionalità e di efficienza, dove trovano collocazione:
- Infrastrutture ferroviarie e terminalistiche: nell’area interportuale vi sono circa 350.000 mq di infrastrutture terminalistiche, il nuovo accesso al Terminal Container, il Terminal Container FS (di proprietà di RFI S.p.A.), il Nuovo Grande Terminal (di proprietà dell’Interporto di Padova S.p.A.) e la Stazione Merci di RFI S.p.A.
- Complessivamente, all’interno dei Terminal Container, raccordati con la stazione merci di Padova Interporto (che è dotata di un fascio base di 21 binari per presa e consegna), vi sono ben 16 binari per una lunghezza complessiva di 4.200 metri.
- Magazzini per corrieri, spedizionieri ed operatori della logistica
La superficie complessiva coperta è di 260.000 mq circa (compresi alcuni interventi di privati). - Distripark Interporto Padova: strutturato in due corpi di fabbrica (uno dei quali raccordato alla rete ferroviaria), il complesso ha una superficie a magazzino di complessivi 47.500 mq ed è destinato a servizi di logistica distributiva.
- Cittadella della logistica: si suddivide in tre aree funzionali, con oltre 67.000 mq coperti di magazzino, più di 107.000 mq destinati a parcheggio e viabilità interna e con oltre 2.000 mq di uffici.
- Infrastrutture ad Uso Direzionale: oltre 40.000 mq di uffici per attività direzionali e servizi alle imprese (compresi gli uffici presenti all’interno dei vari fabbricati).
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Il Futuro:
la rapida trasformazione degli scenari distributivi internazionali, l’evoluzione della Logistica e delle Tecnologie, rappresentano la “sfida” verso il Futuro. Con risposte flessibili ed innovative, l’Interporto di Padova si prepara ad affrontare la Logistica in divenire. Non solo potenziando le infrastrutture e gli insediamenti, ma generando Servizi di qualità, attivando un audit efficiente che permetta di raccogliere le esigenze degli Operatori e delle Aziende, nel rispetto delle nuove politiche del Trasporto e dell’Ambiente. L’Interporto di Padova sa bene che le Infrastrutture ed i Servizi per la movimentazione delle merci rappresentano un ruolo attivo nello sviluppo di Cultura ed Economia di un Paese e per questo si propone come Interporto ad Alto Valore aggiunto.
“Il Futuro è adesso”: know how, ricerca, investimenti e grande passione per una professione che da sempre muove idee, cose e persone………









