Traffico Container

L’introduzione del container nel mondo della Logistica e del Trasporto (avvenuta negli Stati Uniti al termine della Seconda Guerra Mondiale), è stata una vera e propria “rivoluzione” delle tecniche e delle modalità di movimentazione e di trasporto. Il container, apparentemente, è un semplice e robusto contenitore metallico, ma il suo grande punto di forza sta nella standardizzazione: della forma, delle misure e dei punti di attacco per i mezzi di trasporto.
Il container ha gettato le basi della Moderna Intermodalità e tuttora ne è il protagonista, ma nessuna realtà interportuale continentale può vantare le peculiarità dell’InterportoPadova nell’ambito del traffico container.
L’Interporto Padovano è infatti l’unico ad aver intrapreso un’attività gestionale diretta riguardante le operazioni ed i servizi terminalistici intermodali.
Il settore traffico container, viene curato e sviluppato attraverso una società controllata, la Padova Container Service S.r.l (50,50% Interporto Padova S.p.A.; 34,50% Cemat S.p.A.; 15% Ente Autonomo Magazzini Generali di Padova).
Grazie all’impegno profuso, l’Interporto Padova ha incrementato negli ultimi anni, il proprio ruolo nell’ambito del sistema trasportistico, al punto da divenire il più importante inland terminal nazionale, con risultanze di traffico analoghe a quelle di un porto marittimo di rilevanza nazionale.
Settimanalmente, infatti, oltre un centinaio di treni completi, in partenza ed in arrivo ad orari prestabiliti, collegano l’Interporto di Padova con i più importanti porti italiani (La Spezia, Genova, Livorno, Trieste, Gioia Tauro) e del nord Europa (Rotterdam, Anversa, Zeebrugge, Le Havre, BremerHaven, Amburgo).
La tabella ed il grafico seguenti evidenziano i dati 1997-2008 (espressi in TEU) relativi alla movimentazione dei container nei Terminal Container dell’Interporto di Padova.

Traffico container (TEU - Twenty Equality Unity)



(Fonte Interporto PadovaS.p.A.)

Analogamente a quanto detto per il traffico ferroviario complessivo, la crisi economica ha fatto sentire il suo effetto anche per quanto riguarda il traffico container che ha registrato un calo di circa il 12% rispetto al 2007.

Tali dati continuano comunque a mantenere consolidata la leadership della struttura padovana nell'ambito degli inland terminal nazionali. Inoltre essi possono essere tranquillamente paragonati a quelli di un porto marittimo di rilevanza nazionale, arrivando addirittura a superarne alcuni, cosa addirittura impensabile sino a pochi anni fa.
Da quanto detto emergono la reale portata e l'interesse della nostra struttura non certo limitati al mero ambito locale.
La distribuzione geografica di tali traffici (import + export) fra le varie realtà portuali di primo piano è evidenziata dal grafico che segue.

Origine e destinazione dei traffici (2008)



(FonteInterportoPadovaS.p.A.)

La quota relativa al Nord Europa (22,5%) è ancora significativa; occorrerà continuare sulla strada intrapresa di una sempre maggiore efficienza dei porti italiani per favorire lo sviluppo delle nostre strutture con collegamenti veloci ed efficienti.